#Notes

ottobre 28, 2010

Mood: banana SPRINT!
Reading: Perec, Specie di spazi
Listening to: alza il volume, Hei Negrita!
Eating: cookie al cioccolato bianco
Drinking: caffè ginseg



Ultimamente mi affligge un torpore vacanziero dal web.

Ovvero

Nel calderone ho molta acqua a bollire, mentre le giornate sembrano sempre troppo brevi e mi avvilisce la sensazione diffusa di non concludere mai abbastanza, nonostante io apra gli occhi che il cielo è ancora bianco-Milano ante solem e non li chiuda prima che sia il giorno dopo o direttamente mi esima dal chiuderli, like the last night.

E a volte la vita scorre troppo velocemente per riuscire a fermarla. O semplicemente non si bada a fermarla perché si è troppo impegnati a viverla, ballando su un tram in corsa.


#1

Zulio e Nicolò

La vostra amicizia che, tra birra, musica e lunghe chiacchierate a libere associazioni, cresce bella da sorridere.
Grazie. Ve lo dico troppo poco.


#2

20.10.2010. Milano, quartiere Isola
Reapeting events, proiezioni in loop, dislocate nello spazio pubblico. E’ comune la necessità di riappropriarsene e rivitalizzarlo, pena la decadenza.
A sera, Massimo Zamboni, chiuso dietro la vetrina di un negozio di musica.
Fuori, conoscenti, estranei, cani, seduti stretti sul marciapiedi.
Di mezzo, la sua voce roca, la sua chitarra vibrante e i panorami della Groenlandia proiettati su uno schermo dietro di lui – il suo, un omaggio ad Artic Spleen, di Piegiorgio Casotti.
Evocazione, lacrime, brividi, freddo, tensione.
C’è chi si può permettere qualche stecca e il fuori sincro, perché sa trasformare tutto in poesia.


Un appunto sulle bozze del mio cellulare:

“[siamo] 2 anime perse in una boccia per pesci. d e f o r m a z i o n e”


#3

21.10.2010. Torino dalle forti contraddizioni.
Palazzi borghesi, grandi spazi aperti, aria, tanta, a percorrerli, silenzio, poche anime in giro. E sotto la superficie il sentimento di qualcosa che ribolle. Peso.

Zulio ne Il fantasma di Torino

Zulio e Raffa ne La Mole Antonelliana con Massimo sullo sfondo

Poi le Officine Bohemien, un piccolo locale colorato a caldo, per la prima serata di un Poetry Slam, otto voci diverse, una sfida a suon di versi sul palco. Tra queste, quella dell’amico mio Raffa , pura-ironia-dissacrante, in fin di fine terzo, peccato che in finale ci vadano solo i primi due e lui meritava, oh sì, e non è una questione d’amicizia.
Risate, fischi, ovazioni, un tiramisù in due ed un calice di vino bianco.
E’ incredibile come, sulle onde delle voci dei poeti, amplificate dai microfoni, l’atmosfera di condivisione si faccia facilmente pregnante, come estranei diventino complici, membri di una sola grande famiglia.
Adieu alle coordinate spazio-temporali!
E dalle sponde di un non-luogo e di un non-tempo, il solo pensiero del rientro a Milano è detestabile.



#4

23.10.2010. Milano, vagabondando
Dopotutto si sa che sul grigio si colora facilmente!









#5

24.10.2010. Milano, Magazzini Generali
Gli Hurts a spaccacuore. La musica tocca lasciarla entrare. Permetterle di fare il suo giro in vena, di risuonare anche negli anfratti più bui. E poi quel che ne viene, ne viene. Siano anche lacrime a profusione come le mie.



#6

22.10.2010. Milano
Una notte in quattro, senza chiudere occhio per un solo secondo, Ludovica, Laura, Candelaria ed io. Succede così quando per il giorno dopo sul calendario è segnalata in rosso la consegna di un qualche progetto e la tua barca è ancora bell’e ancorata in alto mare.
Una notte in cui abbiamo fortemente creduto di potercela fare e così abbiamo tirato su un progetto pienamente soddisfacente in tempi da record, ché la pressione si sa produce sempre frutti tanto succosi.
Ma soprattutto, quanto si può guadagnare umanamente, perdendo sonno?
Non vi conoscevo. E’ successo una notte tra i tazzoni di caffè-ginseg e le fotografie, le chiacchierate e le risate isteriche sul lavoro, i collassi improvvisi e le occhiaie in estensione progressiva fino alle labbra. Poi al mattino, sfinite ma super felici con il nostro lavoro stretto tra le braccia, ci siamo ritrovate ad elemosine posti a sedere in metro per non svenire, ad inghiottire cappuccino e cornetto senza capire bene cosa fossero, né che sapore avessero, a correre a perdifiato sulle foglie bagnate verso l’aula, con due ore di ritardo sulla consegna e meno male il collo non ce lo siamo rotto, ed ancora a sostenerci nelle ansie e nelle lacrime pur lecite dopo tanto sforzo fisico e psicologico.
Ho capito di essere cresciuta. Sì, a volte basta una notte. Una notte in quattro, senza chiudere occhio per un solo secondo, Ludovica, Laura, Candelaria ed io. Ed è stato tanto bello.

La mattina dopo.


#7

More & more.
Work in progress.
Go on.

11 Responses to “#Notes”

  1. nicolò Says:

    felice! per me,per te,patè,vuoi il tè?perchè?mo jè!serve altro?😀

  2. Marilù Says:

    renna è fighissimo con quei nuovi capelli style “pel di carota!” *____*❤ ti amo, sorella.
    giusto una piccola traccia che, come sempre, di tanto in tanto, mi piace lasciare.

    • dorotea Says:

      renna si è tagliato i capelli proprio ieri pomeriggio con l’intento esplicito di eradere il ciuffo carotato. lutto.

      grazie per questi tuoi salti nel mio mondo. ti sento vicina.

      je t’ame, ma petit!

  3. losengriol Says:

    mi regali musica! che scoperta gli hurts!
    e poi: voglio una vita esagerataaa…
    siete bellissime nella foto.

    • dorotea Says:

      loro live sono mille e mille volte meglio che ascoltati in cuffia. nessun gruppo sul palco mi ha mai tanto commossa. e sottolineo che ho iniziato ad ascoltarli solo poco tempo prima del concerto per cui non avevano avuto il tempo di entrare nella mia rosa del paradiso musicale. ci ho messo un po’ a riprendermi!🙂

      vita esagerata. la voglio anch’io. prima o poi mollo tutto e parto, zaino in spalla! vieni via?🙂

      credo che effettivamente ci sia una bellezza particolare in questa foto. una di quelle che sfugge all’estetica più immediata e sfocia nell’interiorità che traspare. il progetto a cui abbiamo lavorato tutta la notte è quello che ti dicevo dell’archivio delle storie e delle “piante”. quella notte abbiamo anche creato “La Piantala”, una casa pop-up, in cui tutti i singoli spazi che avevamo precedentemente indagato si sommavano dando origine ad uno spazio nuovo ed onirico.


      • si, vengo. (ma la vita esagerata era la tua di già!)

        sarebbe bello vederlo, il progetto. si può?😀

        • dorotea Says:

          dici? a me sembra fin troppo pacata la mia vita!🙂

          Comunque, questo progetto era pensato come un’esperienza che ognuno poteva compiere individualmente. Per cui così posso solo mostrarti il mostrabile, ovvero La Piantala! (riesci a vederla?)
          Il resto si compone di una parte audio, di una piantina, di un libro e di un piccolo schedario. Se recupero qualche altra foto, ti faccio vedere!😀

  4. losengriol Says:

    mi dice che il contenuto non è disponibile!
    (comunque io sono partita all’ascolto degli hurts e fino ad adesso non ho trovato una canzone che non mi piaccia…)

    • dorotea Says:

      mmh… appena ho una connessione internet più stabile provo a caricare l’immagine su imageshock.

      sono davvero stracontenta che gli hurts ti piacciono!!!!😀 loro al momento hanno fatto un solo cd e io credo non l’abbiano sbagliato. hanno una sonorità che entra nell’animo. aspetto il prossimo con tanta curiosità.


  5. […] Dorotea. This entry was posted on mercoledì, 10 novembre 2010 at 23:51 and posted in Consigli, […]


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