Salsicciotto, anch’io

novembre 1, 2011

Mood: sospeso
Listening to: il tic tac di un orologio interiore che sottolinea l’ennesima notte insonne
Watching: Milano, in groppa al portapacchi di una bicicletta
Eating: insalata di rucola, kiwi e melograno
Drinking: birra



Fischiettii, linee di basso, uno xilofono,
(sul fondo di un vaso cesellato) gocce ritmiche
a cui si accompagna la pendola del mio sguardo
(mentre percuoto il niente con il piede)
  di mani
in tasche
dai piedi
agli occhi
(e figurati se uno solo ci fa caso!)
tra i tanti in un vagone metro linea verde Gessate-Abbiategrasso
sembro la star di un film con soundtrack.

Sant'Agostino, fermata
due più in là di quella di partenza.
 E ancora fischiettii, linee di basso, uno xilofono,
(sul fondo di un vaso cesellato) ancora gocce ritmiche
mentre sciamano uomini e si ammassano
accanto a me
un ciccione
   mi spinge
mi schiaccia
una cicciona
mi sgomita
nel fianco
in un occhio
mi mettono a misura, grondando carne
d'accordo, sono un salsicciotto anch'io,
Oh,
quant'è ossigenante la vita in metropoli!



Per inciso, la soundtrack del momento suddetto è la seguente.


7 Responses to “Salsicciotto, anch’io”

  1. losengriol Says:

    Anch’io sto sempre a guardarmi intorno sulla metro, quando non è affollata. Mi dà la straniante impressione di un laboratorio, vasto ma pur sempre sotto vetro, isolato in un mondo a parte in quei brevi minuti che passano da una fermata all’altra, in cui è raccolto un campionario incredibilmente vario di fauna – e quindi di facce, atteggiamenti, pose, occupazioni, passatempi, espressioni, abbigliamenti, movimenti, stati d’animo, acconciature, voci, spazi – da osservare e studiare, di cui faccio parte anch’io con il mio occhio indagatore.
    Questo perché probabilmente non la prendo spesso e non ci ho mai fatto davvero l’abitudine.
    Se ho una canzone nelle orecchie a volte mi riesce anche meglio, questo osservare. La tua soundtrack è particolarmente adatta e credo che me la procurerò.

    Ma dato che sei qui e che sei esperta, e che io quando guardo video del genere me lo chiedo, ti chiedo atté: ma come si fa a realizzare un video del genere? Che effetti usano? Sono curiosa assai.

    Ps. mi diverto a vedere cosa mangi, e vengono sempre fuori cose bizzarre😀 spero però che tu non vada avanti con sola rucola e melograno!

    • dorotea Says:

      Esattamente. Io prendo spesso invece la metro ed in generale i mezzi pubblici – ma và!🙂 – e mi piacciono anche, pieni come sono di casi umani. Eccezion fatta per quei momenti in cui non me la passo intimamente molto bene o la claustrofobia diventa ingestibile ed ho solo bisogno di aria e di nessuno attorno. Ma questa è un’altra storia.
      Per quanto riguarda la canzone, io da giorni non faccio altro che ascoltarla in loop. E’ anche quella con cui mando in play la mia giornata! Mi dà il giusto equilibrio di emozioni. Il video – a parte le sequenze che sono chiaramente girate normalmente – utilizza una tecnica di animazione che si chiama stop motion, non so se ne hai mai sentito parlare. Praticamente consiste nello scattare un x numero di foto al secondo (in base a quanto fluido si vuole il momento), animando gli oggetti di scatto in scatto. In questo video lo stop motion si somma alla body art: nei fatti, si fa un pezzo di disegno o si da una passata di colore e si scatta la foto e così via. E’ una tecnica molto utilizzata e divertente come approccio, ma richiede anche un sacco di attenzione e di bravura nell’animare le parti.
      Per esempio c’è questo artista che si chiama Blu che fa animazioni in stop motion notevoli (http://blublu.org/sito/video/video.htm) o quest’altro che si chiama PES (http://www.youtube.com/user/pesfilm?blend=1&ob=4#p/u/2/0QeGLUgN9QI). Ma, per dire un video più famoso, anche Her Morning Elegance di Oren Lavie è uno stop motion (http://www.youtube.com/watch?v=2_HXUhShhmY). E via così, ce ne sono di diverssissimi. Non so se ricordi, ma qui una volta ho pubblicato un videoclip non ufficiale a Candyman dei Quintorigo che hanno fatto i miei due amici Gianvito ed Alberto. Ed anche quello è uno stop motion per altro molto originale (http://www.youtube.com/watch?v=QfrtwaQIQZI nel caso in cui). Insomma, la smetto, sennò continuo ad elencare e divento noiosa.

      Eeeh, effettivamente io sono un soggetto un po’ particolare in fatto di alimentazione e da molto tempo!🙂

  2. losengriol Says:

    Ma che bello! Avevo sentito parlare di stop motion ma non sapevo esattamente in cosa consistesse. Adesso mi vado a vedere i video che mi hai postato e soprattutto quello che hai già pubblicato e che invece io non ricordo.

    Per i mezzi pubblici: secondo me uno scrittore potrebbe campare di rendita semplicemente scrivendo quel che ci vede. Si incrociano tanti di quei casi umani, è proprio il caso di dirlo!, di storie, di scene di tutti i tipi.

    Io di alimentazione non dovrei parlare, crescere in un ristorante non giova sempre alla salute (per quanto riguarda la quantità certo, non la qualità!)

  3. losengriol Says:

    Rettifico: adesso che l’ho rivisto me lo ricordo😀

    • dorotea Says:

      Infatti una mia nuova prof. di regia ha detto che noi pensiamo che raccontare una storia significhi immaginare cose stratosferiche e fuori banalità, quando invece basterebbe guardare fuori dalla propria finestra per rendersi conto che là fuori è pieno di storie, solo che noi siamo incapaci di raccontarle.

      Eh, so benissimo cosa vuol dire vivere/mangiare in un ristorante. Lavoravo in sala ricevimenti per sbarcare il lunario!😉

      Per quanto riguarda gli stop motion, sì, sono unna bella cosa e ce ne sono davvero di tutti i tipi. L’immaginazione può andare a briglia sciolta. Quando siamo entrati in NABA la prima cosa che ci hanno fatto produrre (in un giorno intensivo) è stata uno stop motion. Chiaramente a guardarlo oggi è abbastanza imbarazzante. Ma eravamo ciòvani!😀 e ci siamo divertiti.

  4. Eta Says:

    Sì.
    Voglio
    fare
    tante
    cose
    con te.
    Parole / pelle di / suoni dare suoni a

    te


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