Io quando ero un fagiolo

giugno 22, 2012

Mood: un po’ preoccupato
Reading: Mathias Malzieu, La meccanica del cuore
Listening to: tramestii giù in strada
Drinking: caffè
Eating:latte e cereali



‹‹Mamma… ma tu hai la mia ecografia quella in cui sembro un fagiolo?››

‹‹Non mi ricordo… bisogna vedere. Quella di Marilù si.. Perchè?››

‹‹Così.››

‹‹Nostalgie?››

‹‹Non credo. Non ricordo com’era essere un fagiolo.››

però ho il sospetto che fosse una cosa molto emozionante. Avevo il cordone ombelicale.


8 Responses to “Io quando ero un fagiolo”


  1. Sei la mia piccola fagiuola :*

  2. vittoria Says:

    La prima emozione forte, che ancora oggi è nella mia mente, nitida, viva, esattamente come allora, esattamente come gli anni hai che tu hai oggi, ma è più giusto dire più nove mesi prima, perchè la vita inizia nove mesi prima della nascita, è il battito del tuo cuore che pulsava forte nello schermo del macchinario per l’ecografia, fatta quando ancora non eri neanche un fagiolo…….. ❤ ❤ Ti voglio bene!!..

  3. eta849 Says:

    Belle che siete e bello quello che arriva pure dal disegno.

    Tra l’altro
    ieri notte
    sognato di leggere il mio certificato di nascita (che realmente ho ottenuto qualche giorno fa)
    e di leggervi però una sorta di cartella clinica di mia madre post-parto.
    Diceva:
    “profumo di pensiero: gioia”.

  4. losengriol Says:

    Capita a volte che mia madre tiri fuori i braccialetti di noi bimbe (io e mia sorella) dal cassetto sconosciuto in cui li conserva. Hai presente i braccialini di plastica che ti mettono all’ospedale quando sei ancora un mignon in mezzo a tanti altri mignon? Ecco, quelli. Sarà successo un paio di volte o poco più, ma mia madre periodicamente li tira fuori, ce li mostra e ci fa “vedete? Vedete quanto eravate piccole?” e noi ogni volta ci sorprendiamo, io ogni volta mi sorprendo e non mi capacito che quello che sono adesso sia stato dentro un corpo così piccolo, figuriamoci poi in un fagiolo.

    • dorotea Says:

      Non mi capacito neanch’io. Ci penso spesso e, per l’appunto, vorrei ricordare. Ho l’impressione che il fatto di essere vita dentro una dimensione tanto piccola, ma anche viscerale e istintiva, abbia da dire molto rispetto a tutto quello che si affronta dopo.


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