Dietro la macchina fotografica

settembre 11, 2014

Mood: malfermo
Reading: William Shakespeare, Sogno di una notte di mezza estate
Listening to: Alt-J (∆) – Taro (Live on KEXP)
Watching: Boyhood di Richard Linklater
Eating: gelato
Drinking: acqua



In certi momenti ricordo con estrema precisione perché, quando ho iniziato, mi sono innamorata del mio lavoro e perché continuo a darmi da fare e a essergli dedita. Sono attratta dagli esseri umani e dai barlumi di storia nei loro occhi, soprattutto mi affascinano quelli che, sostenuti dalla più dolce delle dignità, si impegnano a migliorare la propria esistenza e a trovare nel mondo un posto felice per se stessi. Senza di loro i miei racconti sono sterili. Questo perché, al di là di chi vedrà il mio lavoro e ne percepirà, spero, una qualche emozione, io credo che stare dietro la macchina fotografica serva a fare di me una persona più bella.

dorotea pace_photography
dorotea pace_photography

Qualche mese fa, ho accettato un incarico fotografico che mi ha portata e continua a portarmi nei giardini urbani più umani di Den Haag. È un pullare indescrivibile di energie, ma ci sarà modo di approfondire. Sevda (a destra della foto, in rosso) vive a Moerwijk, un quartierie multiculturale di Den Haag la cui situazione è tutt’oggi socialmente poco agiata, in un appartamento uguale a tanti altri in un complesso uguale a tanti altri della zona che si affaccia come tutti gli altri su un giardino dove, di tanto in tanto, Sevda organizza, con il supporto di una sua vicina di casa, dei piccoli eventi comunitari per le famiglie del quartiere. E quando questo succede, anche se il cielo è grigio, Moerwijk sembra tutto un gran colore di teli, scialli e giocattoli. Sevda e io parliamo poco, in un limbo a metà tra il mio cattivo olandese e il suo cattivo inglese. Ma questo fa sì che la comunicazione sia essenziale, fatta com’è più di gesti e espressioni che parole. Ritrovo tanta bontà nei suoi occhi. E tanta vitalità nelle piccole facce dei marmocchi che per un’ora, fin dal primo passo che ho mosso nel loro giardino, hanno continuato a sciamarmi attorno. Mi insegni a fare le foto, strana italiana anglofona? continuavano a domandarmi e nel frattempo qualcun altro si arrampicava sul cavalletto poco più in là. Ecco, questo pomeriggio è stato proprio uno di quei momenti in cui ricordo con estrema precisione perché, quando ho iniziato, mi sono innamorata del mio lavoro e perché continuo a darmi da fare e a essergli dedita.

_DSC0080

“Strana italiana anglofona” con il gruppo dei bambini del giardino. La foto dovrebbe essere stata scattata dalla ragazzina con la felpa viola.
Annunci

15 Responses to “Dietro la macchina fotografica”


  1. la macchina fotografica puo’ essere molto invadente, in certi contesti. e’ davvero pregevole che tu vi abbia trovato e sperimentato una dimensione, al contrario, di grande delicatezza. tanta bellezza, in queste tue parole.

    • dorotea Says:

      Grazie per questo commento perché mi permette di aggiungere una cosa: credo che avere una camera tra le mani debba essere pensato come un atto di grande responsabilità e eticità, nonchè di estremo rispetto. Proprio perché quello che si ha tra le mani è uno strumento potente e invasivo, quando lo si utilizza bisogna essere molto consapevoli del proprio peso individuale come autori e come esseri umani.

  2. losengriol Says:

    Poi però ci racconti meglio di questo tuo progetto? Mi sembra attraente! (Come te, del resto: sempre più bella! E non lo dico per dire.)

  3. rodixidor Says:

    Incredibile sapere che le tue immagini vivaci ed esotiche vengono dall’Aia. Pensare che lì ho visto solo la spiaggia sul Mar del Nord ed il Casinò.

  4. Chiara M. Says:

    Bellissimo poter parlare così di qualcosa. Io penso ci si possa ritenere assolutissimamente fortunati, davvero. A volte mi chiedo se anche io riuscirò mai…

  5. Erik Says:

    ….credo che la vita vista e vissuta così non potrà mai smettere di essere stimolante…


  6. […] per riconsegnare tutto quanto al mondo, laddove la bontà deve stare. Se penso in questi termini, il mio lavoro ha un senso. E io ho bisogno dei […]


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: