Mood: affaticato
Listening to: il traffico sotto la finestra
Watching: Essere John Malkovich, di Spike Jonze
Playing: a sprofondare sotto montagne di cuscini
Eating: ovetto al tegamino
Drinking: esageratamente caffè



In virtù di un atto solenne e legittimo, ho adottato il termine “substrato”. Sì, adottato. Esiste questa Società Dante Alighieri – io l’ho scoperto sul blog di Claudiappì, appena l’altra sera, facendo blogzapping – che ha promosso una campagna di adozione di parole italiane che stanno andando nel dimenticatoio, minacciando di consegnare la lingua del Bel Paese al lastrico culturale. Ebbene io che marcio al grido di “Le parole sono sacre, le sfumature linguistiche anche, per non parlare dell’etimologia e della sensazione tattile che trasmettono”, io che se utilizzo una parola è perché ho valutato tutti questi aspetti ed ho deciso che non è sostituibile con nessun’altra, ebbene io mi sono sentita chiamata in causa.

Ho scelto “substrato” tra mille mila altri lemmi, dato quest’ultimo massimamente inquietante, e mi sono impegnata ad utilizzarlo tutte le volte che se ne presenti l’occasione, la faccenda è ben certificata.

“Congratulazioni: la tua richiesta di adottare la parola substrato
è stata accettata;
Da oggi sarai il custode della parola fino al 15/10/2012”

In verità c’erano, per esempio, i lemmi “titillare” e “pantagruelico” che mi stavano particolarmente simpatici, ma risultavano già adottati, ed il lemma “fotofobia” che mi stuzzica per un’emblematica quanto paradossale faccenda che mi vuole fotofobica ed apprendista direttrice della fotografia, impegnata a lavorare cioè con la luce, ma alla fine “substrato”, ho pensato, mi calza proprio bene, a misura direi, perfettamente.


Substrato

biologico

biotico
abiotico

emotivo
linguistico
onirico

creare
stratificare
eliminare

d’interferenza

procreativo
marcente

(eccetera)