To become me medesima

aprile 12, 2012

Mood: disteso
Listening to: l’acqua che sgocciola giù per i tubi e le cornacchie, musica concreta
Watching: il nuovo moderno citofono che hanno installato or ora nella casa hollandese con astio, io rivoglio subito il vecchio citofono vintage
Eating: il cheesecake che mangerò a breve
Drinking: il cappuccino che berrò a breve



Pensavo stanotte poco prima di – provare ad – addormentarmi che non ci avevo mai pensato, io su tutto, quanto di più significativo abbia mai vissuto nella vita fino a qui è stato che, cercando di differire liberarmi elevarmi da me medesima per diventare qualcos’altro–ve– di più arioso vasto sconfinato non ho fatto che avvicinarmi somigliare diventare me medesima.

Pensavo anche, questo a causa di una condizione geofisica instabile per la quale mi ritrovo da qualche settimana a ragionare in tante lingue allo stesso tempo nessuna bene per davvero ma tutte un po’ all’incirca quasi, pensavo insomma sempre stanotte in quel poco prima di – provare ad – addormentarmi che l’inglese “to become” esprime il concetto che io mi sto rigirando nella testa assai meglio dell’italiano “diventare” dal momento che l’inglese “to become” è, così mi suggerisce l’accostamento di “to be” e “to come”, il (di)venire verso un (modo d’)essere l’approssimarsi.


Questo (in una certa forma) è un ringraziamento a me medesima.

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Mood: euforico
Reading: Aldo Nove, Amore mio infinito
Listening to: Marta sui Tubi – Coincidenze
Watching: Florence + The Machine – Lover To Lover videoclip [ci sono cose col potere di rubarti il cuore anche senza sceneggiate di troppo]
Eating: taralli
Drinking: acqua



‹‹Allora è tutto pronto?››
‹‹Così credevamo prima di sapere che ci stavamo sbagliando.››

è lo scambio di battute tipo, a poche ore dall’inizio delle riprese.
Perché si possono passare mesi, mesi, mesi, mesi a organizzarle per far quadrare i millemila aspetti di una produzione il più possibile professionale, ma a poche ore dall’inizio delle riprese ci sarà sempre qualcosa che sfuggirà all’improvviso dal dispositivo di controllo. Sicché, malgrado tutto l’accrocchio preparatorio, l’ordine del giorno più quotato resterà nell’improvvisazione.
Questa è legge. Basta imparare a conviverci per non farsi prendere dalla cagarella, riuscire persino a divertirsi.

Domani mattina diamo avvio alle riprese di Indovina che manca a cena?, per il progetto Momenti di Pane di Mulino Bianco, in collaborazione con l’Agenzia Network [di questo, avevo già scritto qui]. Le riprese dureranno due giorni e si svolgeranno in un teatro di posa vero che per gli addetti al mestiere è una cosa un po’ emozionante quando succede per la prima volta e questa per noi è la prima volta, in verità tutto il set per come si svolgerà sarà una prima volta a palate.
Qualche giorno fa, Lou ha scritto “Bene, possiamo dire di essere quasi pronti…” [qui il suo post intero]
A poche ore dall’inizio delle riprese, quel quasi resta al suo posto perché gli imprevisti di ruolo ci sono tutti. Abbiamo persino la speciale collaborazione della neve che continua a cadere ininterrotta da due giorni e ghiaccia non appena tocca terra, una situazione ottimale per i trasporti.
Ma – e qui cito Francesca, una delle scenografe – ‹‹abbiate fede!››

‹‹Si farà. E in pompa magna.››

è la mia convinzione tipo, a poche ore dall’inizio delle riprese, e fin qui non mi ha mai tradita. Del resto, come potrebbe quando la troupe è fatta da gente super? – è già un grazie il mio –

Power Trash

marzo 28, 2011

Mood: esaltato (con retrogusto amarognolo, ma leggero, leggero)
Listening to: il silenzio della notte, “ma tu dimmi dove sei, se ti cerco dove sei?
Watching: fotografie
Playing: semplicemente e scioccamente che ogni tanto fa bene
Eating: pata-pizza
Drinking: acqua



Venerdì scorso ho lavorato ad un primo shooting per l’amico mio Zulio, ché lui, tra le varie cose, canta pure e da qualche tempo ha iniziato un progetto musicale attualmente ancora in fase di sviluppo, motivo per cui queste sono tutte cose di cui per ora è meglio limitarsi a bisbigliare.
Per quel che mi riguarda, mi impegno ad essere sua degna (ci provo!) fotografa. Questo lavoro fotografico ed il prossimo che farò sempre per lui a breve (e ben più complesso) sono una grande occasione per imparare e mettermi alla prova e sottopormi a critica. Senza contare che venerdì ho avuto tra le mani un AF-S 17-55mm Nikkor f/2.8G ED prestatomi dal prof. per un’oretta di pura gioia, no, voglio dire per me che sono povra come i bambini di Spitty Cash e devo accontentarmi di un triste obiettivo basico, un f/2.8 a 55mm è estasi!

Ciò detto, quello che non bisbigliamo è che, da due ore abbondanti, Zulio ed io ce la stiamo ridendo sguaiatamente (e continuiamo a farlo tramite Skype), imbattendoci in certe espressioni da Oscar, mentre rivediamo le foto per selezionarle, al punto che il mio sguardo è momentaneamente incapace di considerare gli scatti utili al fine e si focalizza solo su quelli favolosamente osceni, in cui sfavilla l’anima del trah.


Pertanto, Zulio ed io siamo giunti alla conclusione che è cosa buona e giusta condividere il Top del top con il globo intero, ogni scatto un prezioso gioiello firmato Jules l’amour (alias Zulio nel nome d’arte che Nicolò ed io abbiamo ardentemente proposto una sera per lui, tanta serietà noi!), ognuno col suo intrinseco “ma perchè?“. Dopotutto una risata non ha mai ammazzato nessuno. O quasi. Se non altro, l’ammazza contento, no?


[3.15.11] Giulio Volpe | BORN THIS WAY: hahaha
[3.15.17] Giulio Volpe | BORN THIS WAY: troppa poca dignità!
[3.15.50] Dorotea Pace: no, cazzo
[3.15.53] Dorotea Pace: tanta dignità
[3.16.12] Dorotea Pace: cioè, sbattare in faccia al mondo che sei figo anche quando sei trash
[3.16.27] Dorotea Pace: yo!

Ci crediamo troppo. Io più di lui, quel ch’è giusto, quel ch’è normale. Ho persino aggiornato il mio logo per l’occasione!


Per cui, insomma sì, ecco.



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Il lavoro serio, appena torno ad essere seria!