Mood: sereno
Reading: Janne Teller, Niente
Listening to: Steve Miller Band – Mary Lou
Watching: Her di Spike Jonze
Eating: concentrati di calcio e vitamine
Drinking: acqua




dorotea pace
dorotea pace
dorotea pace
dorotea pace
dorotea pace
dorotea pace

Scotland, Edinburgh, Arthur’s seat, 16 March 2014. Marilù and me.

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Mood: appesentito
Listening to: Zoe Keating – Tetrishead
Eating: al di là di quello che potrei contenere
Drinking: poco




dorotea_pace_photography

Holland, Rijswijk. 1 luglio 2013

Maia

maggio 3, 2013

Mood: sereno
Listening to: Pink Floyd – Shine On You Crazy Diamond
Watching: Il divo di Paolo Sorrentino
Eating: cous cous con verdure al limone
Drinking: magnesio in acqua




dorotea_pace_photography

Belgium, Turnhout


Maia perché è una parola che mi sembra come l’ossigeno.

Soltanto

maggio 24, 2012

Mood: rintontito, ma soddisfatto
Reading: Amélie Nothomb, Metafisica dei tubi
Listening to: Devendra Banhart – Baby
Watching: disordini domestici
Playing: su un nuovo set di cui Lou scrive qualcosa qui
Drinking: acqua, tanta per alleviare il raffreddore
Eating: macine con nutella





Strano è che dopo giorni e giorni e giorni – e giorni? – a tentare di esprimere [qualcosa di più], alla fine, tutto ciò che mi torna in mente è questa fotografia ancora sempre e soltanto.

“Soltanto” non è qualcosa che è meno di qualcos’altro. “Soltanto” è qualcosa che è un tutto tondo.

Ragion per cui così tanto strano non è che dopo giorni e giorni e giorni – e giorni? – a tentare di esprimere [qualcosa di più], alla fine, tutto ciò che mi torna in mente è questa fotografia ancora sempre e soltanto.


La verità è che per il momento l’horror vacui l’assenza nel mondo di tracce di macchie di me medesima a caratteri vivi bianco su nero nero su bianco non mi turba affatto tutt’altro, ma di questo scriverò ai primi sintomi di necessità suppongo qualcuno si sia già manifestato se stasera sono qui

è perché

[…]


Nella fotografia che mi torna in mente ancora sempre e soltanto, Nicolò e il suo fantoccio alto due metri e più di nome Fantoccio.

Power Trash

marzo 28, 2011

Mood: esaltato (con retrogusto amarognolo, ma leggero, leggero)
Listening to: il silenzio della notte, “ma tu dimmi dove sei, se ti cerco dove sei?
Watching: fotografie
Playing: semplicemente e scioccamente che ogni tanto fa bene
Eating: pata-pizza
Drinking: acqua



Venerdì scorso ho lavorato ad un primo shooting per l’amico mio Zulio, ché lui, tra le varie cose, canta pure e da qualche tempo ha iniziato un progetto musicale attualmente ancora in fase di sviluppo, motivo per cui queste sono tutte cose di cui per ora è meglio limitarsi a bisbigliare.
Per quel che mi riguarda, mi impegno ad essere sua degna (ci provo!) fotografa. Questo lavoro fotografico ed il prossimo che farò sempre per lui a breve (e ben più complesso) sono una grande occasione per imparare e mettermi alla prova e sottopormi a critica. Senza contare che venerdì ho avuto tra le mani un AF-S 17-55mm Nikkor f/2.8G ED prestatomi dal prof. per un’oretta di pura gioia, no, voglio dire per me che sono povra come i bambini di Spitty Cash e devo accontentarmi di un triste obiettivo basico, un f/2.8 a 55mm è estasi!

Ciò detto, quello che non bisbigliamo è che, da due ore abbondanti, Zulio ed io ce la stiamo ridendo sguaiatamente (e continuiamo a farlo tramite Skype), imbattendoci in certe espressioni da Oscar, mentre rivediamo le foto per selezionarle, al punto che il mio sguardo è momentaneamente incapace di considerare gli scatti utili al fine e si focalizza solo su quelli favolosamente osceni, in cui sfavilla l’anima del trah.


Pertanto, Zulio ed io siamo giunti alla conclusione che è cosa buona e giusta condividere il Top del top con il globo intero, ogni scatto un prezioso gioiello firmato Jules l’amour (alias Zulio nel nome d’arte che Nicolò ed io abbiamo ardentemente proposto una sera per lui, tanta serietà noi!), ognuno col suo intrinseco “ma perchè?“. Dopotutto una risata non ha mai ammazzato nessuno. O quasi. Se non altro, l’ammazza contento, no?


[3.15.11] Giulio Volpe | BORN THIS WAY: hahaha
[3.15.17] Giulio Volpe | BORN THIS WAY: troppa poca dignità!
[3.15.50] Dorotea Pace: no, cazzo
[3.15.53] Dorotea Pace: tanta dignità
[3.16.12] Dorotea Pace: cioè, sbattare in faccia al mondo che sei figo anche quando sei trash
[3.16.27] Dorotea Pace: yo!

Ci crediamo troppo. Io più di lui, quel ch’è giusto, quel ch’è normale. Ho persino aggiornato il mio logo per l’occasione!


Per cui, insomma sì, ecco.



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Il lavoro serio, appena torno ad essere seria!

Mood: quieto
Listening to: Virgin Radio
Watching: Virgin Radio nel riflesso del monitor
Eating: trofiette al sugo, con zucchine chiaramente
Drinking: caffè






Sto aspettando che mi inviti sul lato oscuro della luna.
Lì, non posso atterrare se non me lo permetti.
Certo, farà paura e sarà duro, incontrarsi sul lato oscuro della luna.
Ma non è forse più temibile un’eclissi?


C’è posto per te, dentro, per te e per tutto quello che hai negli occhi, per la luce e per il buio.
Mi sono legata visceralmente alla tua umanità, non ad una tua astrazione perfettibile.
Ma se i pensieri viaggiano lontano e si nascondono palpabilmente in un nero diffuso mentre divaghiamo, se non riusciamo più a parlare nello spazio che abbiamo fatto nostro, chi sei tu, chi sono io, chi siamo noi, cosa resta di noi?

Distrattamente

marzo 26, 2011

Mood: viaggiatore
Listening to: la centrifuga della lavatrice, alias uno shuttle in partenza
Watching: la mia amata zuccheriera in frantumi, sigh!
Drinking: taaaanta acqua, sonodisidratatafacciolapipìgiallagialla






Distrattamente, la libertà a sprazzi.

Benedetti nanetti, benedetta innocenza sfacciata!


Oggi, il Lago di Como, in compagnia miei cugini, arrivati all’improvviso dall’Olanda a bordo di un furgoncino aziendale, con materasso annesso sul retro, yawel!