Spazi a utero

maggio 12, 2013

Mood: sovreccitato
Listening: David Bowie – How Does the Grass Grow
Watching: The Big Wedding di Justin Zackham [per la serie: il gusto del trash]
Eating: se non fossi troppo pigra per alzarmi dal letto adesso
Drinking: birra



Alcuni spazi hanno la forma di un utero.

Spazio [un tipo di] è il contenitore che viene a costituirsi tra due esseri umani quando si mettono a esplorarsi.
Due esseri umani che fanno l’amore sono uno spazio. Anche due esseri umani che si raccontano sono uno spazio.

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Holland, Noordwijk aan Zee
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Holland, Noordwijk aan Zee with Dominic

Ho conosciuto Dominic a Milano quando pensavo non avesse più nulla da offrirmi, l’ultima sera prima di tras-locare verso l’Olanda. Io avevo un tetto e un lenzuolo, lui – tedesco in viaggio a Milano con le scarpe da trekking – un pacco di te alla fragola e una stecca di cioccolata fondente. Tutt’e due un “forte gusto per la boheme tira a campare” – così la definisce Perec.
Quello sera abbiamo passeggiato senza itinerari. Poi si è fatta notte ed è trascorsa fino all’alba a dirci tante cose l’un l’altro e a spiegarci cosa e come ci sentivamo tra un bicchiere di te e un pezzo di cioccolata, rannicchiati sotto lo stesso lenzuolo su un divano tanto piccolo che i piedi si toccavano. Ci siamo addormentati così, dopo un po’ che avevamo iniziato a biascicare e a chiudere gli occhi.
Ora che ci penso, non ero affatto intimidita, né provavo vergogna. L’intimità per me – a maggior ragione con un estraneo – ha spesso questo risvolto, ma quella sera non ci ho proprio pensato. Era naturale com’era.

Come in utero.

Mood: nauseato
Listening to: alt-J (∆) – Breezeblocks
Watching: voli Amsterdam-Parigi
Eating: yogurt ai cereali
Drinking: caffè



* 1 chilo di patatine rigorosamente-sottomarca Fidel
* 2 litri bi birra rigorosamente-sottomarca Menabrea
* 1 stecca di Kinder Cereali
* 1 pacco convenienza di brodo Maggi, gusto classico
* 1 confezione di pomodorini Pachino


Al supermercato, io mi perdo sempre dentro la spesa delle persone in cassa, ‘ché, se traccio percorsi da un prodotto all’altro, decifro vite e identità nascoste dietro facce immobili, immagino storie, fino a provare, per un breve istante, la certezza di non essere estranea a niente e nessuno.

Ebbene, la lista della spesa delle 18.30 a PaRecchia al Tre deve essere stata assai eloquente anche per uno che non abbia la mia tara da osservatrice.