Mood: trepidante
Reading: Mario Calabresi, A occhi aperti
Listening to: Moddi – House by the Sea
Watching: film senza impegno
Eating: gelato
Drinking: una tisana dopo l’altra



Nata in Francia nel 2007 su iniziativa dell’Union Internationale de Conservation de la Nature e della rivista Terre Sauvage, Fête de la Nature è una manifestazione annuale che anima città e nazioni intere con eventi di ogni genere a diretto contatto con la natura, di modo che organizzazioni locali e internazionali e cittadini possano mettersi tutti insieme a scoprire e riscoprire il proprio ambiente. Dacché è stata proposta e presentata in Francia, Fête de la Nature è stata accolta anche in Svizzera e in Portogallo e, quest’anno per la prima volta, in Olanda.

Vier de Natuur, la prima edizione olandese della Fête de la Nature, è stata celebrata il 24 e il 25 maggio ed è stata definita a ragion veduta un gran successo dacché si sono contati quarantatremila partecipanti e duecentonovantuno attività su tutto il territorio.

Den Haag ha aderito all’iniziativa con un festival organizzato da DHiT – Den Haag in Transitie, in collaborazione con Stichting Duurzaam Moerwijk, nel quartiere di Moerwijk, uno di quelli con i palazzoni grigi tutti uguali dove sembra sempre autunno, nonostante il circostante Zuider Park rigonfio come un polmone. Nel corso della Fête de la Nature, dieci iniziative locali hanno trovato supporto di modo che la comunità di Moerwijk potesse vivere fuori dalle porte di casa, per strada e nei giardini e negli orti tra un condominio e l’altro, godendo dei colori, della musica e delle danze, dei giochi e dei picnic, ma soprattutto del benessere che deriva da un momento di condivisione allegra a diretto contatto con la natura. Dal primo rullo di tamburi della parata che ha aperto il Festival percorrendo il quartiere come un’arteria veloce per spingere tutti uno dopo l’altro fuori dalle porte di casa, al tramonto della domenica successiva nella quiete di Eetbaar Park, Moerwijk non ha smesso di fermentare.


Ma c’è una cosa più interessante ed è questa: alla chiusura della Fête de la Nature, le organizzazioni sorte in occasione del festival si sono sviluppate e hanno dato seguito alle loro iniziative. I giardini hanno portato le piante e i frutti seminati mesi prima e non c’è retorica in questa frase. Vier de Natuur è stato soltanto un punto di partenza nella direzione di una dimensione più solidale e sostenibile a Moerwijk, un quartiere come tanti altri delle nostra città.

Quelli di Moerwijk li ho conosciuti abbastanza. Una settimana prima dell’inizio della Fête de la Nature a Moerwijk, attraverso DHiT, ho accettato l’incarico di documentare fotograficamente l’evento, ma allora non mi era chiaro quanto fosse ampio il progetto che avevo iniziato a seguire e con quante e quali persone mi avrebbe portato a contatto, non solo nella contingenza di un weekend particolare, ma anche nel corso dei mesi successivi.
Penso a ognuna di loro come a un dono prezioso e poi un pezzo fondamentale nella mia grande ricerca sul senso dell’entusiasmo. Son tipi in gamba, quelli di Moerwijk, con una molla gigantesca che li spinge in aria dal centro del loro intestino. Appartengono a razze e credi religiosi totalmente differenti, talvolta discordano, ma mettono a disposizione la stessa umanità e lo stesso slancio amoroso per il mondo nel quale vivono e nel quale in molti casi hanno messo alla luce dei figli: sono vivi e si impegnano per rendere la loro realtà un posto migliore.
Io con una camera in mano spero di averne saputo restituire un pochino forza e emozioni, non solo perché allora quelli di Moerwijk si ritroverebbero belli nelle loro immagini – e io davvero voglio che si rendano conto di quanto sono belli! – e non solo perché anche qualcun altro sarebbe in grado di vederli belli con i propri occhi così come io ho fatto coi miei e proverebbe magari a seguirne gli espedienti. Ci spero soprattutto perché avercela fatta sarebbe il segno che adesso contengo sottopelle la bellezza che ho visto e ascoltato, ‘ché quest’accoglienza empatica senza riserve è l’unico modo per riconsegnare tutto quanto al mondo, laddove la bontà deve stare. Se penso in questi termini, il mio lavoro ha un senso. E io ho bisogno dei sensi.

Le storie della Fête de la Nature a Moerwijk sono state raccolte in un libro, Vier de Natuur in Moerwijk: een festival door de wijk voor de wijk / La Fête de la Nature a Moerwijk: un festival dal quartiere per il quartiere, perché a una cosa è davvero importante dar peso: Vier de Natuur – Den Haag arriva dal basso, dall’energia e dall’entusiasmo stesso della gente di Moerwijk, una popolazione che si riconosce parte integrante di un ecosistema più grande e familiarizza con questa scoperta a modo suo, nel proprio quartiere, a partire dal proprio quartiere.

Il libro sarà lanciato mercoledì 8 ottobre, alle ore 20, a Eetbaar Park [qui l’evento]. Ci saranno tutti. Devo dire che sono parecchio emozionata? Molto più di quando ho fotografato in uno dei giardini a Moerwijk la principessa Irene Emma Elisabeth d’Olanda, madrina della Fête de la Nature.

(c) dorotea pace photography

The Netherlands, Den Haag, Moerwijk, 24 May 2014.
Princess Irene Emma Elisabeth of the Netherlands, who has strongly promoted Fête de la Nature in the Netherlands, visiting one of our garden, at the end Carnival Parade.
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سلام

settembre 16, 2014

Mood: pacifico
Reading: scartoffie burocratiche olandesi
Listening to: Meeting Azrael, in Poulet aux prunes OST
Watching: Lucy di Luc Besson
Eating: a fasi alterne
Drinking: acqua




dorotea pace_photography
dorotea pace_photography

The Netherlands, Wassenaar, Iranian Residence, 13 September 2014. Open Monumentendag.
Alireza Jahangiri, Ambassador of the Islamic Republic of Iran in The Netherlands listening to an ensemble playing traditional persian music with violin, tar and daf (above); young Iranian musician playing the Daf (below).

dorotea pace_photography
dorotea pace_photography
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Faezeh Rezagholinejad, jewelry designer (above) showing her handmade work mostly done in Iranian traditional style.

dorotea pace_photography
dorotea pace_photography
dorotea pace_photography

Mood: in pena, causa grave malessere psicosomatico
Listening to: Gotye – Bronte (And your voice still / Echoes in the hallway of this house / But now / It’s the end)
Watching: La principessa e il ranocchio di Walt Disney Studios
Eating: aria
Drinking: caffè






















[Sassenheim – Den Haag]

Ho rincorso
per giorni

(traiettorie opposte)

senza troppo spostarmi.



***

A parte questo, come si può notare, adesso faccio sfoggio di un nuovo logo molto profèscional. L’ha studiato per me Yannamia ‘ché lei è una gra(n)-fica io proprio no, tant’è che mi sono fatta indirizzare anche sul modo migliore di piazzarlo nelle fotografie, siamo alla frutta.
A me il mio nuovo logo molto profèscional piace parecchio, mi sembra appropriato a me medesima, richiama l’infinito le ho detto e lei mi ha detto che mica le faccio a caso le cose io!

Mood: stravolto e galleggiante
Listening to: Ken Ikeda – Pictures
Reading: Aldo Nove, La vita oscena [si consiglia vivamente, sono brividi secchi]
Watching: me medesima che sembro un personaggio di Tim Burton
Playing: a spaccare il ghiaccio nel freezer
Eating: risotto col radicchio
Drinking: caffè

























[Rijswijk. Delft. Kijkduin. Den Haag. Utrecht. Amsterdam.]

Manca una cosa soltanto.




[Sorella. Padre. Madre.]

E questo è quanto.


Giorni. In numero, venti.