Mood: vigoroso
Reading: poesie di Cesare Pavese nel primo mattino
Listening to: Mungo Jerry – In The Summertime
Watching: Tutta la vita davanti di Paolo Virzì
Eating: brioches con lacrime di cioccolato
Drinking: caffè



Vi sarà ormai diventato evidente che gli amici Gianvito Cofano e Alberto Mocellin – in arte Acqua Sintetica – si sono affermati su questo blog come i videomaker che tutti voi dovete apprezzare in virtù dell’agio e dei risultati progressivi con cui si muovono di lavoro in lavoro.
Da qualche settimana è online un altro loro videoclip, Operazione commerciale per K-ANT Combolution. In verità, il video esce a un anno di distanza dalla sua effettiva produzione e, avendo già dovuto aspettare così tanto tempo prima di poterlo spandere, diffondere, riversare, non sarà certo il caso di sprecare altro tempo in paroline anche perché il lavoro di Gianvito e Alberto si esprime per benino da sè.


Il video, eccovelo

aprile 12, 2013

Mood: stancherrimo
Reading: George Perec, La vita, istruzioni per l’uso
Listening to: James Blake – Retrograde
Watching: Les Ninfeas di Monet all’Orangerie
Eating: orecchiette al sugo dopo una settimana a baguettes e croissants
Drinking: te



Dopo una presentazione [in]formale al Patio Cafè di Monopoli, il mio ultimo video col quale di recente vi ho [e mi sono] abbondantemente ammorbato/a è comparso ufficialmente su YouTube, una settimana fa.

Tra queste pagine arriva, infine, una settimana dopo perché Parigi val bene una passeggiata – tanto più se con una sorella con la quale non si condivide un po’ di vita da anni – e la mia è iniziata, guarda caso, il giorno stesso della presentazione del mio video e si è protratta fin’ora, facendo ben attenzione a tenersi lontana da Internet e da ogni comunicazione precostituita, ma adesso senza impastare ulteriormente parole

Il video, eccovelo.

Amatelo, sputatelo, fatene un po’ quel che volete, ma ecco, fatene. Qualcosa.




Dreamer è un video scritto e prodotto da me e realizzato in collaborazione con gli Acqua Sintetica e promuove il lavoro musicale di Miriam Neg.
Per eventuali ulteriori curiosità in merito, voilà
!
Mood: euforico
Reading: George Perec, La vita, istruzioni per l’uso
Listening to: Autre Ne Veut – Counting
Watching: Robert Doisneau. Paris en liberté
Playing: a costruire castelli esistenziali con cartoni e bustoni che contengono tre anni di vita a Milano
Eating: tortelli ai formaggi + valeriana
Drinking: caffè



Dacché mi sono laureata, ormai pressappoco un mese fa, è capitato tante volte che mi si chiedesse il video, il video dov’è? il video cos’è? il video quand’esce?, il video, con una curiosità collettiva che passando di bocca in bocca dal giorno della prima proiezione con il proiettore penoso dell’ex Aula Magna Spazio Elastico della mia Accademia, mi gonfia la casella mail di Facebook puntella ogni conversazione incrementa a angolo retto le visite al mio canale Vimeo, e io ne resto meravigliata, non mi era capitata una cosa del genere con nessun altro video prima d’ora [e dopotutto ma puntini puntini puntini].

Ebbene, «Qualcosa intorno alla luce». Oscillazioni costitutive di una sguardo, che è il titolo della mia tesi di Diploma Accademico, potrebbe essere definita dagli addetti al settore una tesi molto tecnica di direzione della fotografia, un esercizio di stile con la luce. Questo è ciò che avrebbe dovuto essere in principio. Di fatto, come esito della riflessione che ho inseguito per mesi, il discorso si è fatto molto più personale, si è messo a masticare pezzi su pezzi della mia personalità del mio sguardo della mia immaginazione, inevitabilmente essendo io incapace e poco propensa a tenere fuori le viscere da ogni dannata cosa che faccio.
Ecco, il video che ho scritto mi piace definirlo come un archivio di dieci variazioni luminose [messe in luce per tecnica e concetto] tenute assieme da un sottile fil rouge che s’attorciglia attorno ai fatti umani dell’immobilità e del cambiamento di visione in visione, di spazio esistenziale in spazio esistenziale, guarda caso, temi estremamente miei dove ho fatto coincidere la sperimentazione con la luce e l’autoritratto emozionale.
Probabilmente avrebbe potuto essere qualsiasi cosa, ma Gianvito e Alberto, che non solo hanno lavorato con me per questo video, ma mi hanno fiancheggiata assai, un giorno quando ancora eravamo alla ricerca della colonna sonora adatta per questo tipo di lavoro e ascoltavamo musica su musica di artisti più o meno sconosciuti da ogni parte del mondo, un giorno dicevo mi hanno fatto conoscere Miriam Neg, un’autrice pugliese che ho pensato subito parecchio talentuosa. Miriam ci ha fatto ascoltare Dreamer, un suo brano già registrato per un suo personale progetto musicale e noi abbiamo trovato Dreamer parecchio incantevole e dacché la sceneggiatura del mio video abbracciava alla perfezione i fianchi delle parole e le curve delle note di Miriam e le parole e le note di Miriam rispondevano all’abbraccio con altrettanta delicatezza primordiale, coincidenza dalla quale subito sono derivati flussi di entusiasmo reciproco, si è reputato opportuno stabilire tra noi una collaborazione.
Il mio archivio di dieci variazioni luminose è diventato così il videoclip ufficiale di Dreamer di Miriam Neg, cose belle che succedono solo lavorando.

Attualmente il video è in cammino verso il web. Tra qualche giorno dovrebbe essere online, “dovrebbe” perché poco prima ho scritto “tra qualche giorno” e in casi di simile prossimità è buona norma non usare certezza.

Nel frattempo, qualche prima immagine dal set per fomentare la curiosità.

_MG_0675 [Nicolò Pertoldi e Gianvito Cofano, nell’atto dell’illuminazione]
IMG_3714 [l’immancabile Alessandra Gianotti e le sagome della troupe]
IMG_3727[Me medesima e Gianvito Cofano]
_MG_0841 [Giulia Trincardi]
IMG_3895 [Alberto Mocellin e i laterali di Mariella Amabili e Angelo Monacelli]

_MG_0927 [Giovanni Storti]

IMG_4100[Me medesima, nell’atto dell’illuminazione]
IMG_4104 [Miriam Neg, prima]
IMG_4197[Mariliana e Pierluca Petruzzi nel vento del Sud]
IMG_4156 [Miriam Neg, seconda]

Aeroplane

febbraio 7, 2013

Mood: stabile
Listening to: da stamattina, il primo minuto di un brano sul quale sto lavorando [videoclip in arrivo!]
Watching: Woodkid – I Love You
Playing: col solito riccio
Eating: risotto con carote e scamorza affumicata
Drinking: acqua



Dopo Never Think So Long, è la volta di Aeroplane.

E con Aeroplane, i Moustache Prawn insieme a Gianvito Cofano e Alberto Mocellin – ormai ufficialmente Acqua Sintetica – raccontano un’altra bella storia, questa volta delicata assai.
Si prende qualche centimetro d’anima, io credo.
Lasciate che lo faccia.




I miei amici stanno crescendo e bene da restare con gli occhi e la bocca così.
Si sono pure guadagnati uno spazio tra le Altre amenità nella classifica dei migliori videoclip di febbraio 2013 redatta da Luca Pacilio de Gli Spietati. Rivista di cinema online. Mica niente [e mica per niente]!

Finalmente Biscotti

giugno 29, 2012

Mood: debilitato
Reading: Mathias Malzieu, La meccanica del cuore
Listening to: Carly Rae Jepsen – Call Me Maybe
Watching: il ventilatore che va a destra e sinistra con grande impegno ma con scarsi risultati
Drinking: caffè
Eating: niente perché mi sono addormentata ed è già ora di cena



A causa di una certa necessità pseudo-improvvisa di avere il passaporto in fretta e furia che mi ha costretta a capitombolare da Milano a Bari in modalità day-return senza averlo premeditato – venti ore di viaggio in poco più di ventiquattro ore, lo sento chiaramente il mio corpo cantare Tu mi fai girar, tu mi fai girar come fossi una bambola, poi […] –, e a seguire di una certa laurea di un certo su queste pagine già pluricitato Nicolò che come inevitabile mi ha coinvolta molto da vicino, sono ormai in ritardo con un paio di comunicazioni importantissime, ma siccome per i festeggiamenti il tempo è sempre quello giusto – garantisce una che onora per lo più non-compleanni e non compleanni –, let’s go!

Dopo l’anteprima di inizio mese,

Biscuits, disco di debutto dei Moustache Prawn
è finalmente disponibile su Itunes!


Queste sono backcover e cover del booklet di Biscuits, disegnate e colorate da Eta che ha realizzato tutto l’artwork. L’immagine finalmente – secondo “finalmente” in poche righe – in buona risoluzione l’ho sgraffignata dal suo blog – da qualche tempo ancora più esaltante del solito, complice il fritto misto linguistico che ci si ritrova – dopo averla tanto cercata sul uéb e trovata solo in versione pixel grossi quanto un palazzo.

Se ancora siete indecisi, leggete quello che scrivono Rolling Stone, Let love grow, Dagheisha, The new deal e Il blog dell’Alligatore – con annessa intervitsa ai Moustache Prawn nei commenti – che sicuramente sono più competenti di me in fatto di musica così smettete di essere indecisi.

In contemporanea con l’uscita di Biscuits, è finalmente – terzo “finalmente” – uscito in anteprima solo per Rolling Stone il videclip di Never think so long che è quel video super arrogante degli amici miei Gianvito Cofano e Alberto Mocellin in merito al quale avevo già scritto ‹‹io so, ma devo tacere››, adesso sono troppo contenta di poterlo spargere nel mondo. Il videclip racconta la storia dell’uomo biscotto che da essere un’idea nelle loro teste è diventato il filo conduttore di tutta la meccanica visiva di Biscuits. Qui potete dare un’occhiata al backstage di Never think so long fatto da Annalaura Tamburrini e qui a quello fatto da Nello Rosato, entrambi molto esplicativi dell’atmosfera del set, sniff quanto avrei voluto esserci!

Per concludere con una dichiarazione di fiducia nei confronti di questo progetto,vi segnalo che i Moustache Prawn stanno sognando il palco pare molto ambito del Sziget Festival 2012. Perché loro possano andarci c’è bisogno dell’aiuto di tutto il uorld uaid uèb dal momento che queste prime selezioni si basano su votazione popolare. Per votare i Moustache Prawn, bisogna andare sul sito del Sziget Festival 2012, trovare i Moustache Prawn grazie alla barra di ricerca concorrenti e cliccare sul cuoricino in basso, semplice veloce e indolore, no?

So enjoy!

Made in Moustache Prawn

giugno 8, 2012

Mood: lunatico
Reading: Amélie Nothomb, Metafisica dei tubi
Listening to: The Temper Trap – Need Your Love
Watching: La kryptonite nella borsa di Ivan Cotroneo
Playing: a persuadermi che posso studiare per gli esami della sessione estiva
Drinking: birra
Eating: in grande compagnia



Da qualche mese tenevo stretta tra i denti una chicca talmente slurp che il solo pensiero di condividerla mi mandava in solluchero, non c’è niente di più slurp di una chicca slurp sbafata in compagnia. La mia chicca slurp è una scatola di biscotti di quelle che si trovano non non certo sugli scaffali dell’Esselunga piuttosto su quelli dei music store, una scatola di biscotti davvero genuina zero additivi made in Moustache Prawn, così dice l’etichetta.

Moustache Prawn sono una rock band – età media vent’anni, luogo di nascita i mari della Puglia – che dagli abissi profondi è approdata di fantastica circonvoluzione genetica in fantastica circonvoluzione genetica al podio dell’Italia Wave Puglia nel 2011 e ha iniziato a riscuotere un bel po’ di curiosità e interesse sulla terra ferma, anche Rockit ne ha scritto e a proposito potreste leggere qui la loro intervista. Biscuits è il loro ancora-per-poco-inedito disco d’esordio, sempre Rockit ne ha rilasciato una recensione oltre che i primi aromi streaming, si augura una buona sniffata sonora, tre ragazzotti in gamba direi questi Moustache Prawn e se un po’ vi siete lasciati sconvolgere dalle sonorità british laddove vi sareste aspettati pizzica e taranta state pur sereni che ci sono passati un po’ tutti persino io che di certo non tengo in considerazione l’equazione Puglia pizzica e taranta.
Com’è giusto che sia, potete incontrare i Moustache Prawn nell’etere [senza per forza infilarvi uno scafandro] su maispèis, iutùb, tuitter e feisbùc, oltre che sul loro sito uéb.

Se pensavate che fosse finita qui, siete caduti in errore, non finisce qui e non finisce qui perché alla costituzione dell’immagine dei Moustache Prawn lavorano in pefetta coincidenza d’immaginari altri tre ragazzotti dalla genialità ormai comprovata, una gioia per lo sguardo perché fa mangiare polvere in quantità al livello infimo dell’omologazione nel gusto italiano, tre ragazzotti amici miei di cui io sono tanto, ma tanto fiera.
Eta ha messo in pasta le sue preziose mani per realizzare tutto l’artwork di Biscuits. Sul suo blog è possibile raccattare qualche anteprima, mentre ormai pubblica è la copertina del disco, visibile in cima allo streaming dei brani su Rockit, non c’è molto altro da aggiungere ‘ché come sempre con Eta linee e colori parlano da sè diretti alla pancia.
Gianvito e Alberto invece aggiungono ingredienti d’estro con i videoclip e le fotografie – delle quali qui le prime ufficiali –. Lunedì è uscito Pullover, promo di Biscuits e primo videoclip dei Moustache Prawn, io che ho l’accesso per corsia preferenziale posso anche spifferarvi che è già in dispensa una seconda prelibatezza clamorosissimisima da restarci a bocca aperta.
Intanto voi dovete accontentarvi – se così si può dire – di Pullover



e pazientare un pochino per tutto il resto.

– Lascio traccia del backstage di Pullover in segno di consolazione e compagnia –


Biscuits dei Moustache Prawn esce il 25 giugno,
prodotto dalla Piccola Bottega Popolare e promosso con il sostegno di Puglia Sounds.

Con queste premesse, io non ho dubbi, voglio Biscuits tra le [piccole] cose [di valore] di personale proprietà,
voi no?, mica ci credo!

Concretezza

ottobre 14, 2011

Mood: conciliabile
Listening to: canzoni ad elevata concentrazione di bassi ed energia rabbiosa
Watching: 1°) una valanga di bei films; 2°) un cortometraggio da “non ci resta che piangere ed io che volevo fare il cinema tanti puntini di sospensione” scritto e diretto da Tornatore per Esselunga – prima e seconda parte ricercate appositamente per voi -; 3°) il nuovo videoclip di Brucerò per te dei miei amati Negrita, in merito al quale mi mangio le mani e mi domando perché sprecare immagini bellissime e suggestive come quelle dell’immobilità frammentata nel nulla di fatto del video nella sua complessità.
Playing: a produrre endorfine
Eating: spasmodicamente, considerate le mie abitudini
Drinking: tisane alle erbe



Felicità.
Va a viene. In verità, mai troppo lontana dal nostro intorno e dal nostro giorno più immediato.
Malgrado tutto, si fa. E si rifà.

Ultimamente accuso un troppo diffuso sentimento di costipazione emotiva generata dall’assalto frontale di avvenimenti e pensieri da cui non sono stata veloce a proteggermi, e dopotutto si sa, a piovere viene giù sempre sul bagnato.
Certi giorni, proprio non mi sto nella pelle. Mi sento fisicamente schizzare fuori da me. Non è “come se”, certamente ho all’interno qualcuno che urla e prende a pugni gli organi e fracassa le ossa, mentre io resto con le mascelle serrate a millantare uno stoicismo che devo ancora sviscerare tra i respiri più profondi. Mi fa male e senza filtraggio.

“Io darei la mia vita, / le ebbrezze più nauseanti della vita, / per sapere passare in quelle luci / come passa quel giovane / che le ha calme nel sangue, / com’è passata quella donna accesa / che ne ha intorno e negli occhi / tutta la limpidezza allucinante.” scrive Cesare Pavese nella prima de Le Febbri Luminose. Ugualmente io, ed io per me medesima mi depreco! Ho compiuto passi da gigante per alleggerirmi le scarpe e le tasche e le sacche emotive, ma nonostante tutti i sassi sterili lanciati alle spalle, resto un esseruncolo oscuro e grave che la terra magnetizza verso il suo nucleo, stringendo le vie di fuga a giorni alterni. Così mi inchiodo negli occhi di quanti, pur senza necessariamente sciacquarsi soltanto in superficie della vita, non perdono chiarezza e leggerezza, e mi sembrano esseri eterei questi ultimi e splendenti. Sicché inevitabilmente io per me medesima mi depreco! Ho ampiamente bypassato la pretesa tutta paradossalmente umana di cucirmi addosso una qualche forma di perfezione, neanche esistesse su questa terra, la perfezione!, ma fossi diversa, che non necessariamente significa meglio di come sono, sarei certamente meno intimamente sola, ed allora perché semplicemente non mi riesce di smettere di interiorizzare tutto quanto così tanto e di segare ed arzigogolare elucubrazioni celebrali e cardiache fino a farne cavezza?

Concretezza.
Per gente come me, servirebbe quella soltanto.
Di tanto in tanto ed in dosi massicce.