Oggi Arte

settembre 24, 2010

Mood: “no, sto bene”
Reading: Urban & National Geographic
Listening to: La Belle Bleue, conosciuti ed amati per strada, mesi fa, a Nantes
Watching: il telefono
Playing: ad insegnarmi a stare con me stessa
Eating: forse più tardi
Drinking: tea zenzero e limone e nostalgia



Trovo profondamente acritica e disgustosa la disponibilità contemporanea a dichiarare arte qualsiasi provocazione, anche la più becera e meschina.

E questa, per me, non è una partita che si gioca tra retoguardia ed avanguardia.

Né tra bello è brutto.

E’ una questione d’intenti, contenutistica.

Sono profondamente convinta che l’artista, così come il poeta e lo scrittore, è prima di tutto un individuo che ha qualcosa da dire. E la dice. O meglio, la sa dire. Come quando, tra le pagine di un libro, incontri la frase che descrive un momento, un passaggio di vita o ogni perché. Allora, leggendola e rileggendola, ti coglie la consapevolezza che è proprio così che ti senti, che le parole che ti scorrono sotto gli occhi sono quelle che danno forma al tuo magma emotivo, confuso ed indistinto. E ti sembra tutto semplice al punto tale che ti domandi com’è possibile che alla tua mente non siano proprio sovvenute.
Perché, salendo un gradino più in su, quel che l’artista ha da dire, che sia il frutto di un viaggio nel di dentro o di un’esplorazione del di fuori, racconta l’esperienza umana in ogni sua manifestazione e, che conceda o neghi la catarsi, comunque parla a chiunque abbia voglia di ascoltare.
Questione quest’ultima molto più pragmatica e meno romantica di quanto possa sembrare.
Tutto il resto è forma, mezzo. Ed ognuno ha il suo.

Non mi pongo mai il problema del significato delle mie opere. E’ l’immagine che deve funzionare.” dice un tale, Maurizio Cattelan per inciso.

Cazzo significa?
A ben guardarle, anche le tre gru di fronte alla mia finestra, con il loro richiamo alla forma archetipica della croce e, così disposte, pure all’immaginario della crocefissione di Cristo, sono esteticamente e formalmente funzionanti.
Non saranno mica arte?

Dopotutto l’inconsapevolezza sembra essere il principio primo dell’arte contemporanea.
Da ogni dove, s’innalza la lode all’ignoranza nei confronti della tradizione artistica, in virtù di una libera

Strano, neh? Io credevo che la conoscenza delle regole e fosse un punto di passaggio necessario per poterle sovvertire. Picasso docet.
Ma queste sono pillole di saggezza antiquata!

Ragion per cui, stanotte, invece di andare a nanna dopo un film ed una camomilla calda, sedetevi al computer e rimaneteci a spippolare su un programma, quello che più vi piace, il ventaglio di possibilità è tra i più ampi del momento. Tentate e ritentate un po’ qui un po’ lì. Se vi esce qualcosa di figo, domattina assurgerete al Parnaso e per corsia preferenziale.
Parola d’artisti.
Dei guru, loro.
Io li ho sentiti, con queste mie orecchie.
E con questa mia bocca, mi faccio una risata (amara).

2 Responses to “Oggi Arte”


  1. io fossi in te, per sicurezza, uno scatto alle tre grù lo farei.sai com’è..non si sa mai.


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