Apofisi

marzo 1, 2014

Mood: spazientito
Reading: L’uomo autografo di Zadie Smith
Listening to: passi e gocce lungo i tubi di riscaldamento
Watching: The secret life of Walter Mitty di Ben Stiller
Eating: pizza
Drinking: acqua dal rubinetto



Tutto potrebbe ricominciare dalla mole abbondante di lavoro che ho lasciato in sospeso, lá dove si concentra la frustrazione della mia personale caccia metodica a una formula espressiva sempre più chiara e essenziale, ma estremamente capace di guardare in profondità e fare breccia in interi complessi di idee e emozioni. Adduco come scusa l’insoddisfazione stilistica,

fin quando almeno mi sarà accettabile.

Quanto segue è evidentemente un’ammissione, ovvero: prima di trattare di riduzione a una formula espressiva chiara e essenziale, c’è bisogno di chiarificare gli interi complessi di idee e emozioni da ridurre a una formula espressiva chiara e essenziale.
Di fatto, io negli ultimi tempi penso, penso, penso e mi emoziono per tutto, ma – o per effetto di un tale surplus – non so proprio dove adare a parare. Ecco perché lascio tutto in sospeso.
E non mi riferisco al lavoro soltanto.

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26 Responses to “Apofisi”

  1. elinepal Says:

    È quello che sta capitando a me, ma non avrei saputo esprimerlo così bene…

  2. HappyAladdin Says:

    Ho ammesso “sono un po’ matta e non capisco che succede nella mia testa” e chi avevo davanti, fortunatamente, ha riso forte. E io ho iniziato a sentire un po’ meno confusione, tra tutto quello che mi emoziona. Ma come lo dici bene, tu. Sarà la primavera?

    • dorotea Says:

      La mia istruttrice di yoga dice che ci vogliono circa diciotto giorni per completare la transizione dall’inverno alla primavera. Il problema è che – non so come vadano le cose lì, ma – qui un giorno è primavera, il giorno dopo è inverno e poi di nuovo primavera. Se dipende dalle stagioni, a buon diritto è difficile capirci qualcosa.

      Io credo tu non sia matta. Soltanto molto umana.
      In ogni caso, talvolta fa super-bene qualuno capace di ridimensiona con una risata i problemi che ci siamo creati!

  3. losengriol Says:

    Il tuo pensare e il tuo emozionarti è sempre una buona notizia. Stai accumulando tutto quel che poi potrai esprimere nella forma più chiara e essenziale che vorrai. E’ una bella cosa.

  4. ro Says:

    Ti invidio. Soffia un po’ di vento verso di me, per favore.

    • dorotea Says:

      Io invidio te, quando ti leggo. Come la mettiamo?
      In ogni caso, soffio con piacere. Se tu soffi verso di me, credo gli esiti potrebbero essere molto piacevoli. Un cambio d’aria ben nutrito.

      • ro Says:

        Pensavo che dove stai tu forse tira sempre un po’ di vento, mentre qui è cosa rara. Ieri sera ha iniziato invece a soffiare un sacco.
        Dammi il tempo che si calmi un po’ e ti premetto un po’ di aria di qui.
        Aria che oggi é verde intenso e grigio asfalto.

  5. Claudiappì Says:

    È una sensazione abbastanza familiare.
    E comunque stiamo tutti più o meno messi così, che abbiamo da fare, da fare, da fare, ma poi ci perdiamo. Cambierà 🙂

  6. nicolò Says:

    ebbò,nel senso: tempesta magnetica;sbalzo ormon-stagionale;tempi d’assestamento;indecisione planetaria,luna in sagittario;saturno girato di culo e mettici pure un pizzico di “chi troppo vuole nulla stringe”, ma ‘sto miscuglio che certe volte è velenoso, mi sa che si è spalmato bene su un gruppetto nutrito.Mentre dentro mi vivo un altro pseudo ’68; mentre due giorni fa mi coprivo le orecchie e sudavo e mi schiacchiavo la testa sulle ginocchia in un multisala poco distante; mentre il traballìo ormai mi fa da complice nelle passeggiate del “tentiamo di capirci qualcosa”, poi ieri mattina mi son steso in compagnia su lastre di pietra bianca,sotto al sole e davanti al mare. E certe volte le cose ritornano un pò più semplici.Certe volte,a volerle vedere così.Che ieri avevamo due cappuccini in una giornata fredda ma col sole.mancava il terzo.il tuo.

  7. Fannes Says:

    Io di solito ci metto tanto, ma riesco a finire…
    PS: questo è il progetto idiota supersegreto ma ormai non più che ti volevo sottoporre, da grafica che ne pensi?

    • dorotea Says:

      No, vabbè: play, prime note epiche, compare “When Life Gets you down” e il mio computer… si spegne! Immagino che secondo lui la risposta sia: andare a dormire!

      La tua idea mi diverte comunque e mi immagino il video professionale idio-epico che potrebbe uscirne! 😀
      Io non sono grafica, se lo fossi grafica – grafici, prendetela bene! – mi profonderei in commenti stressanti circa il font del video.
      Come videomaker però ti dico ache che sono troppo contenta di non vedere strane dissolvenze e transizioni a stella! Ti abbraccerei!

  8. Topper Says:

    Forse hai lasciato anche il post in sospeso…

  9. willyco Says:

    dovremmo accettare la confusione, i nodi che non si sciolgono, la vita che tra sistole e diastole si contrae e si stende. Dovremmo accettare la complicazione, le pagine che attendono, l’inchiostro che non scorre, il pulviscolo nell’aria. Dovremmo, ma poi invece, c’è un desiderio di semplicità, di pensieri compatti, di linearità espressive che conducono in un unico sguardo dal principio alla fine. Come il desiderio dell’innocenza. Due poli, cercare l’uno e vivere nell’altro.

    • dorotea Says:

      Ecco, sì. Mi hai tolto la parola.

      Dovremmo accettare tutto questo di cui tu scrivi – confusione e semplicità -, non foss’altro perché è ciò che ci rende ricchi.

      Grazie per queste tue belle parole.

  10. rideafa. Says:

    io anni fa la chiamavo sospensione del giudizio.
    una formula assai cruda. anche un pò colpevolista, a pensarci bene.

    allora forse è più una còsa tipo entropia emozionale, in una pasticceria intimista. dove io fò solo pasticci che semmai più avanti scoprirò essere avanguardia culinaria.
    ora no.

    uào averti beccata.

    • dorotea Says:

      Mi stai giá simpatica con questa storia della pasticceria intimista.
      Che poi, non so perché, mi ricorda di quando da piccole, mia sorella e io, facevamo la cremeria col gelato, in altri termini lo rimescolavamo tutto nel bicchiere fino a renderlo una crema. Ci sembrava diventasse piú buono.

      Vengo presto a spulciare nel tuo blog.


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